Il RAW-Gelände di Berlino è salvo?
Sembrava ormai arrivato il momento di fare le valigie. Ora, invece, per i club, i bar, gli atelier e gli spazi culturali del RAW-Gelände arriva una tregua: Berlino ha trovato un accordo per salvare, almeno temporaneamente, uno dei luoghi più conosciuti ed amati della vita alternativa della città.
Fino a poche settimane fa il futuro del RAW-Gelände, nel cuore di Friedrichshain, sembrava tutt’altro che roseo. Le trattative tra il proprietario dell’area, la Kurth Immobiliengruppe, il distretto di Friedrichshain-Kreuzberg e il Senato berlinese erano arrivate a un punto morto e per diverse realtà culturali si profilava concretamente il rischio di dover lasciare gli spazi che occupano da anni.
Adesso, invece, è arrivato un accordo che concede una boccata d’ossigeno al cosiddetto Soziokulturelles L (SKL), la parte del RAW-Gelände che ospita numerosi club, bar, atelier e progetti culturali, tra cui il Cassiopeia, il Weisse Hase e la Skatehalle.

L’accordo prevede un contratto di locazione transitorio della durata di due anni, con la possibilità di prorogarlo per un ulteriore anno. Una soluzione che non risolve definitivamente la questione, ma che evita almeno per il momento lo sgombero delle attività.
La soluzione raggiunta è piuttosto particolare. La Kurth Immobiliengruppe affitterà una parte dell’area al distretto per due anni, mentre sarà quest’ultimo a occuparsi poi dei contratti con le realtà culturali presenti. Il costo non è indifferente: un milione di euro all’anno. Per i primi due anni sarà il distretto di Friedrichshain-Kreuzberg a sostenere la spesa; qualora il contratto venga prorogato per un terzo anno, sarà invece il Senato berlinese a farsi carico dell’affitto. Circa il 40% di queste somme dovrebbe inoltre essere destinato alla manutenzione e alla conservazione degli edifici esistenti.

Insomma, Berlino ha deciso di mettere mano al portafoglio per evitare che un pezzo importante della propria cultura alternativa sparisca. E non è un dettaglio da poco. Il RAW-Gelände non è semplicemente un’area con qualche locale notturno: nelle sue vecchie strutture industriali convivono da anni club, pub, studi artistici, spazi sportivi e iniziative culturali che sono diventati parte integrante dell’identità di Friedrichshain e, più in generale, di Berlino.
La vera partita, però, si gioca proprio durante questi due o tre anni. Parallelamente al contratto temporaneo dovrà essere portato avanti il piano urbanistico per il futuro dell’area. L’obiettivo è arrivare successivamente a un contratto di locazione generale che dovrebbe garantire la sopravvivenza delle attività culturali per ben 30 anni. Il futuro modello prevede che un unico soggetto diventi il cosiddetto locatario principale, prendendo in gestione gli spazi e stipulando poi contratti di sublocazione con i singoli club, atelier e operatori culturali.
Chi sarà questo soggetto, però, non è ancora stato deciso. La questione dovrà essere risolta proprio durante il periodo coperto dall’accordo transitorio.

Ed è qui che la storia diventa particolarmente interessante: Il RAW cambierà comunque volto!
Perché “salvare” il RAW-Gelände non significa lasciarlo esattamente com’è oggi. Il progetto urbanistico prevede infatti una trasformazione significativa dell’area. Complessivamente si parla di circa 130.000 metri quadrati di superficie edificabile, distribuiti tra diversi edifici. La Kurth Immobiliengruppe punta a una destinazione mista: accanto agli spazi culturali esistenti dovrebbero sorgere uffici e abitazioni. Il progetto attuale prevede circa 300 appartamenti in affitto, dei quali il 30% destinato all’edilizia sociale.
Una trasformazione che, almeno sulla carta, cerca quindi di mettere insieme due esigenze apparentemente inconciliabili: costruire nuove abitazioni in una delle zone più richieste di Berlino e, contemporaneamente, preservare la cultura alternativa che ha reso questa parte della città così famosa.
Il problema è che club e appartamenti non sono sempre i migliori vicini di casa. Il grande problema? Il rumore. Ed è proprio la protezione acustica uno dei nodi principali ancora da sciogliere. Prima di poter procedere con i nuovi edifici saranno necessari ulteriori studi per dimostrare che le abitazioni previste possano convivere con i locali notturni già presenti.
Il rischio è quello di assistere al solito copione: prima arrivano le nuove abitazioni, poi arrivano i residenti, poi qualcuno scopre che, sorpresa, un club che esiste da anni fa rumore. Partono le lamentele, arrivano le cause e alla fine il locale viene costretto a limitare la propria attività o addirittura a chiudere.

È esattamente questo scenario che il presidente della Berliner Clubcommission, Marcel Weber, teme possa ripetersi anche al RAW-Gelände. Per evitare il problema si sta valutando, tra le altre cose, la possibilità di utilizzare edifici commerciali come una sorta di barriera acustica tra i club e le nuove abitazioni.
Perché il RAW-Gelände non è ancora salvo definitivamente. L’accordo rappresenta soprattutto una tregua e, forse, l’occasione per trovare finalmente una soluzione a lungo termine. Prima che i nuovi contratti diventino effettivi, dovranno comunque arrivare anche le approvazioni della Bezirksverordnetenversammlung di Friedrichshain-Kreuzberg e del Hauptausschuss della Abgeordnetenhaus.
Il dato positivo è che, dopo mesi di incertezza, per la prima volta esiste una strada concreta. E per una città come Berlino, dove spazi indipendenti e locali notturni vengono sempre più spesso messi sotto pressione dalla crescita dei prezzi immobiliari e dalla trasformazione urbana, non è affatto una notizia da poco.
La vera sfida, adesso, sarà capire se Berlino riuscirà a fare quello che spesso sembra impossibile: costruire nuove case senza distruggere proprio quei luoghi che hanno reso la città così speciale.
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