Festival of Lights 2026 a Berlino
Quando si pensa alla Germania e al mese di ottobre, il pensiero corre quasi automaticamente all’Oktoberfest. Ma non a Berlino. Qui ottobre significa soprattutto una cosa: Festival of Lights.
È uno degli appuntamenti che ormai fanno parte del calendario della città e che, ogni anno, attirano migliaia di visitatori pronti a girare per Berlino con il naso all’insù, macchina fotografica o smartphone in mano, alla ricerca delle installazioni luminose più interessanti.
Come ho scritto anche negli anni scorsi, trovo che il Festival of Lights abbia anche una funzione abbastanza intelligente: accompagnarci un po’ più dolcemente verso la stagione fredda. Le ore di luce diminuiscono, le temperature scendono e Berlino comincia lentamente a prepararsi ai mesi più bui dell’anno. E allora perché non illuminare la città?
Da questo punto di vista, i berlinesi sono stati piuttosto furbi. Il Festival of Lights è diventato un appuntamento importante, capace di attirare interesse anche ben oltre i confini della città. È sicuramente un piccolo aiuto per un settore turistico che continua a fare i conti con le conseguenze della pandemia, ma soprattutto crea un’ottima scusa per venire a Berlino anche quando le condizioni climatiche non sono esattamente quelle che uno immagina quando pensa a una vacanza nella capitale tedesca.

Certo, c’è un piccolo dettaglio da non sottovalutare: il freddo. Perché sulla carta è tutto molto romantico: passeggiare di sera tra un monumento e l’altro, fermarsi a guardare una proiezione, scattare qualche foto… nella realtà, dopo un’ora passata all’aperto con vento e temperature autunnali, si comincia a rivalutare seriamente l’idea di infilarsi nel primo bar trovato lungo il percorso.
Personalmente sono curioso di vedere cosa ci riserverà l’edizione di quest’anno. Le ultime tre o quattro edizioni le ho infatti perse un po’, complice il fatto che mi trovavo in vacanza lontano da Berlino proprio in quel periodo. Quindi sarà interessante tornare a fare un giro per la città e vedere come è cambiato il festival.
Il Festival of Lights 2026
Per chi non lo conoscesse, il Festival of Lights trasforma per alcuni giorni diversi angoli di Berlino in una sorta di grande mostra all’aperto. Monumenti, edifici e piazze vengono illuminati attraverso proiezioni, installazioni e video mapping, con interventi che sfruttano l’architettura degli edifici come una gigantesca tela.
L’idea non è semplicemente quella di illuminare qualche monumento per renderlo più fotogenico. Le installazioni cercano di raccontare storie e creare effetti visivi sfruttando le caratteristiche degli edifici e degli spazi urbani. E, soprattutto, permettono di vedere alcuni luoghi molto conosciuti di Berlino sotto una luce decisamente diversa dal solito.
L’edizione 2026 si svolgerà dal 9 al 18 ottobre, ogni sera dalle 19:00 alle 23:00. Il tema scelto per questa 22ª edizione è “Colours of Love”, dedicato alle diverse sfaccettature dell’amore attraverso il linguaggio dell’arte luminosa.
Il festival è nato nel 2005 e negli anni è cresciuto parecchio, arrivando a coinvolgere numerosi edifici e luoghi della città. Tra le zone che quest’anno saranno interessate dalle installazioni ci sono alcuni dei grandi classici del centro di Berlino.

La Porta di Brandeburgo, per esempio, è tradizionalmente uno dei punti più fotografati del festival e anche quest’anno sarà protagonista di proiezioni luminose. È probabilmente uno dei luoghi dove è più facile rendersi conto di quanto possa cambiare un monumento che conosciamo benissimo, semplicemente modificandone completamente l’illuminazione.
A Bebelplatz l’effetto sarà ancora più interessante, visto che le proiezioni coinvolgeranno contemporaneamente diversi edifici della piazza, tra cui l’Università Humboldt, la Staatsoper e la Cattedrale di Sant’Edvige. Qui l’architettura circostante diventa parte integrante dello spettacolo.
Anche il Berliner Dom e l’Isola dei Musei saranno tra i punti da tenere d’occhio. Le forme barocche del Duomo si prestano particolarmente bene al video mapping e quest’anno è previsto anche un programma speciale di concerti ambient, con la partecipazione di artisti come Alle Farben e Klangkarussell.
Spostandosi verso Alexanderplatz, sarà naturalmente impossibile non notare la Fernsehturm. La Torre della Televisione, già visibile praticamente da ogni angolo del centro, diventerà uno dei punti luminosi più riconoscibili del festival, con installazioni che coinvolgeranno anche l’area circostante e la vicina Marienkirche.
Poi c’è Potsdamer Platz, che rappresenta forse il lato più moderno del Festival of Lights. Qui, tra grattacieli e architetture contemporanee, troveranno spazio installazioni interattive e sculture luminose.
Come visitare il Festival of Lights
La cosa positiva del Festival of Lights è che non serve necessariamente organizzare chissà quale programma. Molte delle installazioni si trovano infatti concentrate nel centro e possono essere raggiunte tranquillamente a piedi.
Un possibile itinerario parte da Alexanderplatz, prosegue verso l’Isola dei Musei e Bebelplatz e continua poi in direzione della Porta di Brandeburgo e Potsdamer Platz. Considerando le soste per guardare le installazioni e fare qualche foto, mettete in conto circa due ore, forse due ore e mezza.
Ovviamente non è necessario seguire questo percorso alla lettera. Anzi, uno dei modi migliori per godersi il festival è probabilmente proprio quello di lasciarsi un po’ guidare dalla curiosità e fermarsi dove capita, soprattutto perché ogni anno vengono aggiunte o modificate diverse installazioni.

Per raggiungere invece le installazioni più lontane dal centro, come quelle eventualmente presenti nei dintorni della Siegessäule o dell’ex aeroporto di Tempelhof, conviene affidarsi ai mezzi pubblici. U-Bahn e S-Bahn permettono di spostarsi abbastanza facilmente tra le varie zone senza trasformare la serata in una maratona.
Un’altra cosa da tenere presente è l’affollamento. Nel fine settimana alcune delle zone più conosciute possono diventare parecchio caotiche, soprattutto nelle ore centrali della serata. Se avete la possibilità di scegliere, dal lunedì al giovedì dovrebbe essere più semplice muoversi e, soprattutto, trovare un punto decente da cui fotografare le installazioni senza avere cinquanta persone davanti.
E sì, ricordatevi di vestirvi bene. Perché magari sulla brochure il Festival of Lights sembra una romantica passeggiata notturna tra le luci di Berlino. Ma a metà ottobre, quando siete fermi da dieci minuti davanti alla Porta di Brandeburgo mentre il vento vi arriva dritto in faccia, potreste avere un’opinione leggermente diversa.
La buona notizia è che l’ingresso alle installazioni all’aperto è gratuito. Quindi, almeno per questo, non avete scuse: una sera di ottobre potete tranquillamente farvi un giro per Berlino, vedere la città illuminata e decidere sul momento se continuare la passeggiata oppure rifugiarvi al caldo da qualche parte.
E dopo qualche anno di assenza, quest’anno credo proprio che tornerò a vedere cosa combina il Festival of Lights.
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