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Mangiare e bere

Ketwurst: simbolo della DDR

Schönhauser Allee è uno dei viali più trafficati di Berlino, soprattutto nella zona intorno la stazione della Sbahn e della Ubahn: un crocevia importante per i collegamenti tra il nord-est di Berlino ed il centro città. È una zona che chi vive a Berlino conosce bene: tra pub di quartiere, wine bar, storici club ormai chiusi da anni (ricordate l’Icon di Cantianstrasse?), il monumento antifascista, il centro commerciale, la Max-Schmelling-Halle e tante altre attrazioni, questo angolo di Berlino è tra i più pittoreschi ed interessanti di tutta la città.

Scendendo dai mezzi, proprio alla fermata del tram che poi ci porterà verso il centro città, è impossibile non notare quell’imbiss dalle forme “sinuose”, sempre pieno di persone in fila. E attenzione! Non si tratta di un kebabbaro qualsiasi! Il banner sotto l’insegna recita “currywurst, bratwurst, pommes”… e poi c’è scritto “Originale Ketwurst”! Ed è proprio di questa specialità che vi vado a parlare oggi.

Che cosa è il Ketwurst?

Alla fine degli anni ’70, nella Germania dell’Est qualcuno si pose una domanda molto semplice: “Davvero dobbiamo importare hot dog, hamburger e pizza dall’Ovest?” La risposta arrivò dall’Istituto di razionalizzazione e ricerca per ristoranti, hotel e ristorazione collettiva, incaricato di sviluppare alternative “socialiste” al cibo di strada occidentale. Da lì nacquero tre prodotti: Grilletta, Krusta e la Ketwurst, appunto!

La Ketwurst venne lanciata ufficialmente nel 1979 e ottenne subito un riconoscimento alla Fiera dei maestri di domani con il nome altisonante di Versorgungslösung Kettwurst, ovvero “soluzione di approvvigionamento Ketwurst”. Già questo dovrebbe farvi capire quanto fosse una cosa seria. Il centro di ricerca aveva sede a Berlino, e non è un dettaglio: la Ketwurst è a tutti gli effetti un prodotto 100% berlinese. Il suo successo fu immediato: lo stand presso Alexanderplatz, tra i primi a servire questa prelibatezza per 1,50 Marchi orientali, divenne ben presto l’indirizzo di riferimento per i lavoratori della zona, che in pausa pranzo si mettevano in fila ordinata per poter mangiare la loro salsiccia socialista!

All’epoca della DDR era l’equivalente orientale dell’hot dog. Oggi, invece, è diventata una rarità che sopravvive solo in pochi indirizzi della città. Uno dei più autentici è Alain Snack,  lo stand sulla Schönhauser Allee di cui vi parlavo ad inizio articolo.

Qui, nel cuore di un Prenzlauer Berg ormai completamente gentrificato, questa piccola istituzione è riuscita a sopravvivere alla riunificazione e al tempo, continuando a servire la Ketwurst esattamente come si faceva una volta. La preparazione è un piccolo rito: una salsiccia senza budello viene scaldata in forno, mentre un panino allungato e morbido – chiamato Ketling – viene infilzato su un cilindro metallico rovente per creare una cavità e riscaldarlo. A quel punto la salsiccia viene immersa nella salsa al ketchup e infilata nel panino. In alternativa, si versa prima la salsa e poi si inserisce la salsiccia. Minimalismo DDR applicato allo street food.

Il nome Ketwurst è un neologismo che unisce Ketchup e Wurst. La grafia Kettwurst, spesso usata anche dai media, è in realtà scorretta, così come la leggenda secondo cui il nome deriverebbe dalle catene con cui le salsicce venivano consegnate ai chioschi. Ancora oggi la Ketwurst è considerata un simbolo della cultura gastronomica della DDR e una risposta diretta alle tentazioni occidentali. Una sorta di hot dog, sì, ma con una storia decisamente più berlinese.

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