Lo spettacolo di Broadway che fa indignare i tedeschi
“Anna Frank ha mai saputo di essere una persona privilegiata?” Questa domanda, che è stata fatta veramente e discussa da persone in un thread di Twitter che è diventato virale nel 2022, è l’ispirazione dietro Slam Frank. Il musical in scena a Broadway immagina cosa succede quando una compagnia teatrale progressista decide che forse “non è più il momento per mettere al centro questi ebrei europei bianchi, eterosessuali e privilegiati” (citazione). E così, nel tentativo di rendere il nostro mondo un posto migliore, questa eroica compagnia teatrale immaginaria trasforma la vera storia di Anne Frank in un musical afro-latino hip-hop intersezionale, multietnico, genderqueer, decolonizzato, anticapitalista e iper-emancipato!
Lo show “Slam Frank”, in scena a New York, è rapidamente diventato un caso internazionale, innescando una bufera di polemiche che ha toccato il cuore della Germania e la sua sensibilità storica. Presentando una versione di Anna Frank radicalmente rivisitata — un’adolescente pansessuale e latina — lo spettacolo si propone come una satira sui temi della politica identitaria e del dramma storico. Tuttavia, il modo in cui affronta la figura simbolo dell’Olocausto ha sollevato forti critiche, soprattutto da parte del pubblico e dei media tedeschi.
Are you interested in seeing the musical, Slam Frank?
It centers on Anne Frank, seen through the lens of “intersectional, multi-ethnic, genderqueer Afro-Latin hip-hop.” pic.twitter.com/iA4QyUo374
— Dr. Jebra Faushay (@JebraFaushay) October 26, 2025
Il fulcro di “Slam Frank” è l’intento esplicito di satirizzare la cultura woke e le sue dinamiche, sfruttando un setting storico altamente sensibile. La trama dello show gioca con l’idea di rendere ogni personaggio dell’alloggio segreto di Amsterdam rappresentativo di una specifica minoranza contemporanea: c’è Anna versione latina pansessuale, ma c’è la madre rappresentata come un’afroamericana, il padre neurodivergente e l’amichetto Peter diventa non-binario. Questa rappresentazione è usata come meccanismo per dare addosso alle discussioni contemporanee su razza, genere, orientamento sessuale, etc… L’autore dello spettacolo, che è egli stesso ebreo, ha difeso l’opera come un’operazione necessaria per esorcizzare l’uso talvolta retorico che si fa delle figure storiche.
La figura di Anna Frank ha un peso storico e culturale immenso in Germania, dove il ricordo dell’Olocausto è gestito con una serietà e una responsabilità uniche. La reazione dei media e dell’opinione pubblica tedesca allo show “Slam Frank” è stata di profondo sconcerto e, in molti casi, di indignazione. Per molti, la trasformazione di Anna Frank in uno strumento di satira sull’identità e la cultura woke è vista come una grave mancanza di rispetto per le vittime della Shoah. Si teme che lo spettacolo banalizzi la tragedia storica per fini comici o politici contemporanei. I media tedeschi, come Die Welt, hanno acceso un dibattito sulla linea sottile che separa la satira audace dall’offesa. Ci si chiede se esistano figure o eventi storici che dovrebbero rimanere al di fuori della sfera della parodia radicale.
La Germania è particolarmente sensibile a qualsiasi rappresentazione che possa distorcere o sminuire il dramma del nazismo. Lo show newyorkese è percepito come un’appropriazione culturale e storica che ignora il contesto reale della persecuzione.
To the creators of Slam Frank. I get you’re poking at woke and making satire. However, what happened to Anne Frank and the Holocaust was horrific. Would you apply that same satire to what is happening in today’s world? Just because it’s history, it doesn’t mean it’s okay. pic.twitter.com/LWegqotLJX
— Chat About It, Don’t Shout About It (@ChatDontShout) October 27, 2025
Per comprendere pienamente l’origine di un’opera così provocatoria, è necessario tornare indietro di qualche anno, quando il dibattito sulla figura di Anna Frank si infiammò sui social media. All’epoca, un gruppo di attivisti per i diritti degli afroamericani sollevò una polemica accesa su Twitter, sostenendo che Anna Frank fosse, a tutti gli effetti, una “privilegiata in quanto bianca” e che avesse beneficiato del colonialismo. Questa prospettiva, che ignorava completamente la persecuzione subita in quanto ebrea, mirava a inserire la sua tragedia in una rigida gerarchia di oppressione basata esclusivamente sul colore della pelle.
Queste polemiche estreme e polarizzanti sui social media sono state citate dagli autori come l’ispirazione diretta per la creazione di “Slam Frank”. Lo show, quindi, non si limita a criticare il woke, ma attacca direttamente la tendenza a valutare ogni esperienza di sofferenza unicamente attraverso il prisma della propria identità, persino a discapito della verità storica dell’Olocausto!
Ed ecco quindi che nello show di Broadway Anna Frank diventa Anita Franco e rappa per far sì che le ragazze di origine sudamericana negli States possano sentirsi accettate, viste, che possano sentirsi incluse nella società. Uno show considerato di cattivo gusto da molti – basta vedere la serie di reazioni negative sulla pagina Instagram dello spettacolo – eppure, ogni sera si continua a registrare il tutto esaurito, tanto da prolungare lo spettacolo in calendario per altre due settimane! Come ha scritto il New York Times, nel musical Anne Frank è meno interessata ai nazisti e più alla sua realizzazione personale, un approccio che rimane difficile da digerire per molti spettatori, tedeschi in primis.
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